L’ecosistema tecnologico del Vecchio Continente ha attraversato trasformazioni profonde nell’ultimo decennio, passando da una fase di scetticismo sulla capacità di generare valore a una maturità che oggi punta ai vertici del mercato globale. Luciana Lixandru, partner del fondo di venture capital Sequoia Capital, ha delineato questa evoluzione in occasione di un incontro pubblico tenutosi al Sifted Summit di Londra qualche mese fa. La sua visione non si limita alla semplice analisi finanziaria, ma esplora la possibilità concreta per l’Europa di dare i natali alla sua prima azienda da 100 miliardi di dollari, un traguardo che definisce come un “metafora” per la costruzione di imprese generazionali capaci di prosperare per decenni. Entrata in Sequoia nel 2020 per inaugurare la presenza fisica del fondo a Londra, Lixandru osserva oggi quello che definisce l’”Atto Secondo” del tech europeo.
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Il futuro del venture capital, Luciana Lixandru (Sequoia): “L’Europa è pronta a un’azienda da 100 miliardi”
Anni fa il dubbio principale era se l’Europa potesse generare aziende da un miliardo di dollari. Oggi le imprese UE possono arrivare a valere 100 miliardi. Ne è convinta la partner di Sequoia Capital, che evidenzia il potenziale di AI e robotica per costruire imprese capaci di competere su scala globale partendo dal talento locale

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