Lunedì 17 febbraio sono stato a Brussels per partecipare al primo incontro (chiamato European Startup and Scaleup Forum) della Task Force costituita dalla Commissaria Ekaterina Zaharieva.
Il Forum si è tenuto nel rispetto delle Chatham House rules (versione elegante di “What happens in Vegas, stays in Vegas”), indispensabile per poter avere una interazione franca e diretta con la Commissione Europea su startup e scaleup, rappresentata oltre che dal neo Commissario alle Startups Zaharieva anche dall’Executive Vice Presidente con delega a Tech Sovereignty, Security and Democracy Henna Virkkunen.
Per quanto non vi dirò ciò che non posso rivelare, credo sia utile condividere un po’ di informazioni su come funziona e che ruolo ha questa Task Force (se ne è parlato tanto) e, soprattutto, sulle mie impressioni di quello che potrebbe succedere (e non) a breve.
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Commissione Europea e startup, composizione e agenda di lavoro della task force
Si tratta di un gruppo ristretto di meno di cinquanta persone.
Tra questi ho ritrovato persone come Simon Schäfer (founder di Startup Factory), Constantijn Van Oranje-Nassau (Special Envoy di TechLeap, oltre che principe), Kat Borlongan (la persona dietro Le French Tech), Miguel Arias (ex Telefonica Wayra, ora Partner di K Fund), Andreas Klinger (il front man della The EU Inc Petition), che, da tempi non sospetti – oltre dieci anni – collaborano con le unità che, dentro la Commissione, hanno avuto in mano l’agenda startup (prima in DG Connect, poi in DG RTD, ora dentro EIC).
A questi si aggiungono founder di scaleup e unicorni del Vecchio Continente (come Frederic Mazzella di BlaBla Car, ma anche Bolt e Northvolt), rappresentanti di associazioni europee e nazionali di startup (come Clark Parson di European Startup Network, InnovUp ha delegato Danila De Stefano), e altre figure rilevanti in rappresentanza delle diverse anime dell’ecosistema (VC, founders, acceleratori, …).
La Task Force della Commissione Europea su startup e scaleup coinvolge circa 50 senior official della Commissione, tra cui alcuni molto senior, che dedicano il 20% del proprio tempo. Quindi ha dietro una sostanziale capacità di fuoco.
I lavori della Task Force hanno la massima attenzione ai piani alti del Berlaymont Building. All’incontro di metà ferraio hanno partecipato, come detto, anche Henna Virkkunen, Executive Vice-President con delega a Tech Sovereignty, Security and Democracy, e Marc Lemaître, Direttore Generale di DG Research and Innovation.
Gli obiettivi: 28° regime e Innovation Act
Sotto il cappello della “EU Startup and Scaleup Strategy”, ci sono due grandi cantieri legislativi aperti: il 28th Regime – che dovrebbe agire – armonizzando – su temi quali la EU Inc – come viene informalmente chiamata il nuovo schema giuridico europeo che possa operare senza ostacoli in tutti i 27 Stati membri – le stock options, i cost of failure, la normativa sul lavoro, … – e l’Innovation Act che invece dovrebbe intervenire su ambiti quali – tra gli altri – sandbox, public procurement e stock markets (la cosiddetta Capital Markets Union).
Le prossime riunioni
La Task Force dovrebbe riunirsi altre 2-3 volte per verificare lo stato di avanzamento dei lavori e validare/criticare le proposte normative su cui la Commissione sta lavorando (che ha l’obiettivo di vederle approvate entro la fine del prossimo anno).
La consultazione pubblica
Nel frattempo si è aperta la consultazione pubblica che resterà aperta per le prossime quattro settimane (qui il link) che è il modo con cui tutti – in primis le associazioni di startup nazionali – devono trasmettere i rispettivi punti di vista.
Le opportunità e i dubbi: cosa può fare la Commissione?
L’opportunità di fare succedere qualcosa c’è ed è concreta. Molte stelle si sono allineate nella seconda Commissione Von der Leyen: leadership politica (dalla Presidente in giù, la Zaharieva è estremamente determinata e pragmatica), disponibilità di ascolto (la Task Force è uno spazio di dialogo franco e aperto) e senso di urgenza (“motivated to deliver fast” ha ripetuto tante volte).
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Le preoccupazioni qui sono margini di azione e tempi.
- Il ruolo della Commissione è spesso sovrastimato. L’Unione Europea oggi non ha reali poteri, ce li hanno gli Stati. Circa il 90% dei problemi che affliggono l’ecosistema delle startup sono di competenza degli Stati Membri, non di Brussels. E, mentre le stelle europee sembrano oggi congiunturalmente allineate, gli stati membri sembrano invece muoversi in direzione sparsa, forse più indietro che avanti.
- Con Simon Schäfer ragionavamo come i temi discussi il 17 febbraio sono gli stessi di cui parliamo da oltre dieci anni. La discussione non è sul cosa vada fatto che è abbastanza chiaro e noto. Il dubbio, legittimo, è: quanto velocemente può muoversi la Commissione?
- E, qui, rieccheggiano le parole di Draghi al Parlamento Europeo, sempre di settimana scorsa: “You say no to public debt. You say no to the single market. You say no to create a capital market union. You can’t say no to everything…You ask me what’s best to do…I don’t know, but do something“.
In tutto questo, il nostro contributo come Task Force, al di là di tenere la barra dritta sui temi rilevanti, è quello di riuscire – forse – a introdurre qualche metodo di lavoro delle startup nella creazione delle politiche.
Non facile, ma non impossibile. La volontà di fare e la disponibilità ad ascoltare ci sono. Che non è poco, e, in questa misura, non c’è mai stato prima.