I capi di abbigliamento creati da Giorgio Armani, lo stilista nato l’11 luglio 1934 a Piacenza e morto il 4 settembre 2025 a Milano, resteranno nella storia della moda per la perfetta mescolanza tra semplicità e raffinatezza, ma tutto questo non è dovuto al caso: dietro c’è il lavoro indefesso di un uomo che, oltre ad essere stato un creativo, è stato anche un grande imprenditore. Di più, è stato un visionario e un innovatore, perché ha dimostrato di avere le caratteristiche di chi innova: non seguire la massa, differenziare la propria attività, collegare mondi apparentemente diversi tra di loro. Sempre unendo alla fantasia del designer la rigorosità dell’uomo d’impresa, che seguiva il “modello IBM“: tutto perfettamente pianificato, con fornitori e collaboratori che dovevano rispettare rigorose scadenze.
INNOVAZIONE IMPRENDITORIALE
Perché Giorgio Armani è stato un innovatore (e ha avuto successo con il “modello IBM”)
Ecco le caratteristiche che hanno reso lo stilista, morto a Milano il 4 settembre, un innovatore nel suo campo: la strategia imprenditoriale, l’attitudine a non seguire la massa e la capacità di diversificare, sempre mantenendo l’autenticità del marchio
Giornalista

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