L’evoluzione tecnologica all’interno delle grandi infrastrutture di rete nazionali sta delineando un nuovo paradigma dove l’avanguardia non è più misurata solo sulla base della potenza di calcolo, ma sulla capacità di tradurre tale potenza in strumenti di utilità quotidiana per l’intera popolazione. Nel corso del convegno «Artificial Intelligence: adozione, trasformazione, equilibrio», promosso dall’Osservatorio Artificial Intelligence degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, è emerso come il concetto di AI Company debba necessariamente intrecciarsi con quello di responsabilità sociale. In questo scenario di profonda trasformazione digitale in Italia, le aziende che gestiscono servizi essenziali sono chiamate a operare non solo come attori economici, ma come veri e propri pivot di un ecosistema che mira a eliminare le frizioni tra cittadino e pubblica amministrazione, utilizzando l’innovazione come un ponte e non come una barriera.
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Marta Lillocci (Poste Italiane): “Così la trasformazione digitale diventa motore d’inclusione”
L’AI generativa può trasformare la complessità tecnologica in interfacce vocali accessibili per abbattere il digital divide e garantire inclusività a milioni di cittadini: lo dice Marta Lillocci, Head of Human Machine Interaction di Poste Italiane. Che lo sperimenta sul campo

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