L’open innovation viene spesso misurata con metriche operative: quante startup ingaggiate, quanti PoC avviati, quanto time-to-market guadagnato, quanti brevetti o saving. Ma c’è un effetto meno “contabile” e più strategico che finisce per pesare sul business: l’effetto halo. Quando un’azienda si espone come aperta a startup, università, centri di ricerca, developer community, partner industriali manda al mercato un segnale: “so innovare, so collaborare, so eseguire”. Quel segnale può “contaminare” in positivo la percezione complessiva del brand e, di conseguenza, la valutazione di prodotti e servizi anche quando l’innovazione non è immediatamente visibile.
LA GUIDA
L’effetto halo dell’open innovation sul valore del brand: quando l’innovazione “contamina” percezione e fiducia
L’open innovation non vale solo per PoC e partnership: se è credibile, trasferisce reputazione di innovazione al brand e migliora fiducia, talent attraction e potere di prezzo. Ecco cos’è esattamente l’effetto halo

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