DOSSIER

Innovazione aziendale: che cos’è, come si fa, i casi d’uso nel mondo e in Italia



Indirizzo copiato

L’innovazione aziendale consiste nell’introduzione di nuove idee, processi, prodotti o servizi all’interno di un’organizzazione. Si può declinare in vari modi: innovazione di prodotto, di processo, organizzativa, sociale. Qui un’approfondimento e gli esempi

Aggiornato il 14 mar 2025



Innovazione aziendale
Cultura della trasformazione digitale: come farla in azienda

L’innovazione aziendale è fondamentale per rimanere competitivi in un mercato in continua evoluzione: le aziende che adottano un approccio innovativo hanno più capacità di adattarsi ai cambiamenti, anticipare le tendenze, offrire soluzioni migliori rispetto alla concorrenza e allinearsi alla domanda dei clienti finali.

Ma come attuarla, nella pratica?

L’obiettivo dell’innovazione aziendale è da sempre quello di creare un vantaggio competitivo attraverso l’adozione di soluzioni creative e avanzate. “Distruzione creativa” viene a volte definita, con un’espressione coniata quasi un secolo fa da Joseph Schumpeter. Schumpeter è stato il primo a trattare dell’innovazione in termini di crescita e competitività: in “Theory of economic development” (1934) l’economista austriaco definisce l’innovazione come “la prima introduzione nel sistema economico e sociale di un nuovo prodotto, servizio, processo, mercato, fattore produttivo o modello organizzativo”. A lui si deve anche l’idea dell’economia come sistema dinamico, un concetto che resta molto attuale.

Che cos’è l’innovazione aziendale

L’innovazione aziendale si riferisce all’introduzione di nuove idee, processi, prodotti o servizi all’interno di un’organizzazione al fine di migliorare l’efficienza operativa, la competitività e il valore complessivo per tutti gli stakeholder: gli azionisti, i dipendenti, i consumatori, la collettività e anche l’ambiente.

Può assumere la forma di innovazione di prodotto, per rispondere meglio alle opportunità di mercato, o di processo, per ridurre i costi, aumentare l’efficienza o migliorare la qualità. Può trattarsi di innovazione tecnologica, ovvero di integrazione di tecnologie nuove, come l’intelligenza artificiale, l’automazione o la realtà aumentata, per dare un valore aggiunto ai processi, ai prodotti e al business in generale. Un esempio è la tecnologia dell’eye-tracking, che ha ampie applicazioni nel retail, perché permette alle aziende di conoscere dove, all’interno di un negozio, i consumatori puntano maggiormente lo sguardo e quali prodotti catturano l’attenzione. Nell’ambito della sicurezza stradale, l’eye tracking è utile per posizionare i cartelli stradali in modo che siano immediatamente identificabili in aree ad alto rischio di incidenti.

L’innovazione aziendale può concretizzarsi anche in nuovi modelli di business, ovvero una revisione dei modi in cui l’azienda crea, distribuisce e cattura valore, per esempio passando a modelli di abbonamento o di piattaforma. O, ancora, ci sono un’innovazione di marketing, che include le aree vendita, advertising e comunicazione, e un’innovazione organizzativa, che innova le pratiche di gestione e la cultura aziendale per favorire la creatività, la collaborazione e l’agilità.

Infine, l’innovazione aziendale può prendere le forme di un’innovazione sociale, in cui si creano iniziative che rispondono a esigenze sociali o ambientali e contribuiscono al tempo stesso al successo aziendale.

Esempi di innovazione aziendale

Molte innovazioni aziendali sono così assodate da farci dimenticare la portata dirompente che hanno avuto. Nell’innovazione di prodotto, Apple ha fatto la storia con l’iPhone, che ha rivoluzionato il concetto di telefono cellulare sia integrando diverse funzionalità (telefono, fotocamera, lettore musicale, navigazione web) sia introducendo il touchscreen. In breve, gli smartphone con il tocco hanno mandato fuori mercato i Blackberry e la loro tastiera. WhatsApp, a sua volta, ha cambiato per sempre il mercato della messaggistica.

Nell’innovazione di processo è noto il sistema Lean manufacturing inventato da Toyota: una metodologia che enfatizza il controllo dei costi, la riduzione degli sprechi e il miglioramento continuo dei processi produttivi.

Nei modelli di business, l’innovazione aziendale trova esempi evidenti e noti a tutti in Booking.com, Airbnb, Uber, Netflix: aziende che hanno contribuito a creare la nuova economia delle piattaforme (e a mandare in crisi mercati consolidati). Un’altra rivoluzione di business è quella della finanza digitale, che ha scardinato il modo di fare tradizionale delle banche e le spinta a una veloce innovazione: pensiamo a Isybank di Intesa SanPaolo.

Nell’innovazione organizzativa Google è nota per l’approccio “20% time”, in cui i dipendenti sono incoraggiati a dedicare una parte del loro tempo lavorativo a progetti creativi e innovativi (ma non è né la prima né l’unica azienda a farlo).

Google ha introdotto un’altra innovazione disruptive, il sistema operativo mobile Android, oggi il più diffuso al mondo: grazie alle sue caratteristiche di software open source, ha contribuito allo sviluppo di un intero ecosistema, consentendo a centinaia di produttori di utilizzare il sistema operativo in modo gratuito, testarlo e perfino renderlo migliore.

Nell’innovazione sociale e per l’ambiente, diverse catene di supermercati, anche italiani, hanno lanciato iniziative di responsabilità sociale d’impresa, come il sostegno a progetti locali e la promozione di prodotti sostenibili attraverso la loro catena di negozi.

Innovazione aziendale: i trend 2025

Un report di NTT Data, il Technology Foresight 2025, ha individuato i trend emergenti nel settore IT per trasformare l’innovazione in azienda in risultati di business. Uno dei principali è quello degli Enhanced humans, che prevede una maggiore collaborazione tra persone e macchine per amplificare le capacità umane. Un altro tema chiave riguarda le Ambient intelligent experiences, incentrato su esperienze personalizzate e customer journey adattativi. La Digital sustainability for economic resilience evidenzia l’importanza di integrare tecnologia, sostenibilità e crescita economica. La Cognitive cloud convergence si focalizza sulla fusione tra cloud computing, intelligenza artificiale e capacità cognitive umane per migliorare i processi decisionali. Infine, l’Accelerated security fusion introduce un nuovo approccio alla cybersecurity, rendendola più proattiva e basata su intelligence avanzata.

Queste le tendenze del 2025 che portano innovazione nelle aziende. Nel frattempo, la gestione dell’innovazione in azienda, ovvero la sua governance, si è trasformata e si è evoluta.

L’evoluzione della governance dell’innovazione in azienda

Negli ultimi anni, le imprese hanno spostato il focus da un’innovazione confinata a una funzione specifica a modelli più diffusi e partecipativi. Il Politecnico di Milano ha monitorato questa evoluzione, evidenziando il ruolo crescente dell’Innovation Manager. Introdotto intorno al 2014, inizialmente ha avuto difficoltà a ottenere legittimità, ma nel tempo ha acquisito rilevanza con la formalizzazione dei processi e l’adozione di strumenti come Innovation Board e Open Innovation.

Negli ultimi cinque anni, è emersa anche la figura dell’Innovation Champion, presente nel 60% delle grandi aziende, con il compito di diffondere la cultura dell’innovazione trasversalmente.

Parallelamente, l’Innovation Manager ha evoluto il suo ruolo, concentrandosi su risultati concreti e misurabili per il business. L’innovazione è passata da una gestione centralizzata a un modello distribuito, favorendo il coinvolgimento di tutte le funzioni aziendali. La sfida futura sarà consolidare questi modelli per rendere l’innovazione un asset strategico stabile e integrato nel business.

Transizione digitale e green: innovazione e obiettivi ESG

L’innovazione aziendale può, naturalmente, essere applicata anche alla sostenibilità e agli obiettivi ESG. Anzi, nell’era della transizione digitale e green, se l’innovazione aziendale è anche attenta all’ambiente, il vantaggio è doppio.

Le aziende possono, per esempio, sviluppare prodotti che sono più ecologici, durevoli o a basso impatto ambientale adottando materiali riciclabili o biodegradabili. Un esempio sono le case automobilistiche. L’auto è attualmente associata all’emissione di CO2. I costruttori, spinti anche dalle normative, si sono impegnati da alcuni anni a introdurre motori ecologici (elettrici e ibridi) e a usare plastica, tessuti e altri materiali riciclati nel prodotto finito.

Samsung, primo produttore mondiale di smartphone, sta facendo lo stesso con i suoi prodotti mobile: la plastica e altre componenti derivano dal recupero, riducendo così l’impatto ambientale delle attività estrattive di materie prime e evitando l’immissione di plastiche negli oceani.

Allo stesso modo, le aziende possono implementare processi produttivi più efficienti dal punto di vista energetico e con minori emissioni di gas serra. Non si tratta solo di usare fonti green e recuperare gli scarti in fabbrica, ma di monitorare l’intera catena di approvvigionamento in ottica di sostenibilità. Qui intervengono anche le innovazioni tecnologiche: per esempio, la tracciatura dei materiali tramite la blockchain permette di verificare il rispetto delle norme nella provenienza delle fonti e nelle condizioni dei lavoratori, oltre che di tutelare la qualità del prodotto finale. Oppure, i sistemi di cooling innovativi per i datacenter permettono ai fornitori dei servizi cloud di rendere la propria offerta più competitiva.

Quattro esempi di come si sta facendo innovazione in Italia

A novembre 2024 TIM ha annunciato un investimento di circa 130 milioni di euro per far crescere TIM Enterprise nel Cloud e costruire un nuovo Data Center di ultima generazione.

L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia di investimenti che il Gruppo sta portando avanti per potenziare la disponibilità di ulteriori spazi di Data Center ad alte prestazioni nei campus già esistenti a Roma e Milano.

Il nuovo Data Center verrà realizzato nei pressi di Roma, sarà operativo entro la fine del 2026 e si andrà ad aggiungere ai 16 già esistenti e dislocati su tutto il territorio nazionale, progettati e costruiti secondo i più avanzati criteri di eco-sostenibilità, efficienza energetica, affidabilità e sicurezza.  

Prysmian è un esempio di innovazione aziendale grazie alla sua capacità di integrare nuove tecnologie e collaborare con startup per arricchire il proprio core business. L’azienda ha evoluto la propria mentalità, passando dall’essere una realtà manifatturiera tradizionale a un modello che valorizza l’open innovation. Il suo impegno nella ricerca e sviluppo è evidente negli investimenti superiori ai 100 milioni di euro annui e nelle soluzioni avanzate come la fibra ottica BendBrightXS e la tecnologia P-Laser per cavi sostenibili.

Prysmian ha inoltre fondato Corporate Hangar, un ecosistema di innovazione che identifica e sviluppa nuove idee senza interferire con il modello di business consolidato. La strategia di innovazione si articola su corporate venture building, alleanze con startup e sviluppo di nuove unità aziendali.

C’è molta open innovation anche nelle strategie di altre aziende italiane: lo testimonia l’ Innovation Center del Gruppo Fedrigoni, aperto nel 2024 a Verona. Nasce, dice Marco Nespolo, amministratore delegato di Fedrigoni Group, “come la casa dell’innovazione per il mondo delle carte speciali per il packaging e la comunicazione creativa, delle etichette e degli autoadesivi di qualità (…). Alcuni esempi sono i sensori RFID per carte intelligenti, non solo per etichette o l’introduzione di carte realmente alternative alla plastica (antistrappo, anti unto, impermeabili, trasparenti) realizzate con fibre rinnovabili o materie prime riciclabili, come i termoformati in cellulosa”.

Un’altra azienda italiana che spinge sull’innovazione è Telepass: ha il potenziale per essere una delle maggiori imprese della Mobility-as-a-Service in Europa, secondo PTOLEMUS Consulting Group. Da “Telepass” inteso come dispositivo per il telepedaggio l’azienda in questi anni si è voluta evolvere in un brand della mobilità che offre una molteplicità di servizi da un’unica piattaforma: l’innovazione del modello di business (as-a-service) e della tecnologia (con la app integrata) si traduce in innovazione del marchio e del suo posizionamento sul mercato.

 (Articolo originariamente pubblicato il 10 agosto 2023 e aggiornato al 14/03/2025)

Articoli correlati

Articolo 1 di 4