IL CONCORSO

Da museo a laboratorio di innovazione: il Vittoriale cerca under 25 per progettare il futuro


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Il Vittoriale di Gardone Riviera, la casa museo di D’Annunzio, organizza un concorso riservato ad under 25 anni, aperto fino al 30 ottobre. Le idee selezionate saranno sviluppate in un laboratorio residenziale che produrrà un Manifesto del Futuro, tra intelligenza artificiale e sostenibilità

Pubblicato il 12 ott 2026



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Vittoriale Lab
Il biplano agganciato sul tetto del teatro del Vittoriale




Il Vittoriale degli Italiani cerca dieci giovani con idee su sostenibilità, intelligenza artificiale e identità digitale. Le candidature a Vittoriale Lab, concorso nazionale gratuito rivolto a chi non ha ancora compiuto 25 anni, sono aperte fino al 30 ottobre 2026. I selezionati lavoreranno a Gardone Riviera il 30 e 31 gennaio 2027 e costruiranno insieme un “Manifesto del Futuro”.

Il progetto ha l’obiettivo di dare a una casa-museo una funzione ulteriore rispetto alla conservazione: diventare uno spazio nel quale patrimonio culturale, creatività e tecnologie emergenti aiutino una nuova generazione a formulare proposte. Il risultato atteso non è un premio in denaro né la proclamazione di un vincitore. È un percorso di formazione e mentorship che parte da dieci idee individuali e arriva a un’opera collettiva, testuale con una performance che porterà in scena.

Un concorso di idee per under 25

Il bando del concorso Vittoriale Lab è aperto a giovani residenti o domiciliati in Italia che, alla data di scadenza, non abbiano ancora compiuto 25 anni. La partecipazione è individuale e non richiede titoli di studio, competenze tecniche o esperienze professionali specifiche.

Questa impostazione allarga il campo oltre le comunità già abituate a hackathon, call for startup e programmi di accelerazione. Ai candidati non viene chiesto un business plan e le proposte non devono essere già pronte per il mercato. Devono però descrivere un problema o un’opportunità, spiegare come funzionerebbe la soluzione, indicare i destinatari e chiarire quale cambiamento potrebbe produrre. L’apertura disciplinare consente di candidare, per esempio, una piattaforma digitale, un format narrativo, un’esperienza immersiva, una performance o un progetto di design.

Il formato conserva quindi alcuni elementi tipici dei programmi di innovazione, come la selezione, il pitch, la fattibilità e la mentorship, ma li applica alla produzione culturale. La qualità delle idee non sarà misurata soltanto sulla possibilità di realizzarle: tra i criteri compaiono anche originalità, impatto potenziale, chiarezza comunicativa e connessione con lo spirito del Vittoriale.

Le tre sfide tra sostenibilità, AI e identità

La prima area, “Natura e Artificio”, chiede di ripensare la sostenibilità attraverso la cultura. L’assunto è che la transizione ecologica non dipenda unicamente da soluzioni tecniche ed economiche, perché comportamenti, consumi e modi di percepire l’ambiente sono anche costruzioni culturali. Arte, design, narrazione e strumenti digitali possono allora rendere visibili fenomeni difficili da osservare, favorire pratiche circolari o trasformare la sensibilità delle persone.

“Piazze Digitali” riguarda le forme di comunità nell’era dell’AI. Il campo comprende spazi fisici, online o ibridi capaci di sostenere relazioni e confronto, insieme a progetti che affrontino disinformazione, inclusione e qualità del dibattito. La domanda implicita è progettuale: quali meccanismi possono favorire legami e partecipazione quando le piattaforme e i sistemi di intelligenza artificiale intervengono sempre più spesso nella circolazione dei contenuti e nelle interazioni?

La terza sfida, “Il Corpo Aumentato”, affronta identità e rappresentazione fra dimensione fisica e virtuale. Avatar, realtà aumentata, tecnologie indossabili e ambienti immersivi ampliano le possibilità espressive, ma aprono anche questioni su consapevolezza, autenticità ed empatia. Le proposte potranno tradurre questi temi in esperienze, strumenti educativi, narrazioni, moda o performance.

Le tre tracce condividono una scelta precisa: non prescrivono una tecnologia e non delimitano in anticipo il formato della soluzione. Chiedono invece di collegare un problema contemporaneo a un’idea comprensibile, a destinatari riconoscibili e a un impatto che possa essere discusso. È qui che il concorso prova a mettere in relazione creatività e metodo progettuale.

Come candidarsi a Vittoriale Lab

Per partecipare bisogna presentare un video pitch della durata massima di tre minuti e una proposta in PDF di non più di tre pagine. Il video deve presentare il candidato, l’idea, la sfida scelta e l’impatto atteso. Il testo deve dedicare spazio all’analisi del problema, alla soluzione e ai risultati che si vorrebbero generare, indicando anche come valutarli. Candidature e regolamento completo sono disponibili sul sito del Vittoriale.

Una prima valutazione individuerà i semifinalisti, che sosterranno un colloquio video. Il comitato di selezione comprende Giordano Bruno Guerri, presidente e direttore generale del Vittoriale; Livia Viganò, co-founder di Factanza Media; Claudio Dell’Era, professore di Future Making al Politecnico di Milano; Eleonora Chioda, curatrice della rubrica MeravigliosaMente del Corriere della Sera; Giovanni Iozzia, direttore di EconomyUp.

Dopo i colloqui saranno scelti i dieci partecipanti all’“Officina del possibile”, il laboratorio residenziale in programma negli spazi del Vittoriale. Nelle due giornate, in programma nel gennaio 2027, le proposte iniziali saranno discusse e sviluppate attraverso workshop di co-creazione e sessioni di mentorship con un esperto di intelligenza artificiale, un giovane poeta che farà da coach creativo e un regista teatrale per preparare la performance che chiuderà il weekend. Il percorso dovrà far convergere contributi nati separatamente in una visione comune, senza cancellarne la varietà.

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