Finanza agevolata

Due nuovi avvisi della Regione Puglia: quasi 50 milioni per ricerca e innovazione digitale



Indirizzo copiato

La Regione Puglia ha lanciato due avvisi di finanza agevolata: RETI (25 milioni di euro) per progetti di ricerca tra imprese e organismi di ricerca, e TRASFORMAZIONI (23,5 milioni di euro) per la trasformazione digitale delle PMI. Ecco le cose da sapere e come partecipare

Pubblicato il 9 lug 2024

Fabio Pasquazi

Amministratore ICTLAB PA



regione Puglia

La regione Puglia ha emesso due interessanti avvisi di finanza agevolata su tematiche connesse all’innovazione tecnologica.

L’avviso RETI “Sostegno alla ricerca collaborativa” ha la finalità di finanziare progetti di ricerca collaborativa tra Imprese e Organismi di Ricerca (OdR).

L’avviso TRASFORMAZIONIServizi per l’innovazione e l’avanzamento tecnologico e interventi per la trasformazione digitale a supporto delle PMI” intende agevolare la realizzazione di progetti di investimento volti all’innovazione delle PMI in termini di transizione ecologica e trasformazione digitale.

Le imprese devono avere in entrambi i casi sede operative in Puglia. I soggetti privi attualmente di tale devono dimostrare di averlo al momento della richiesta del primo pagamento del contributo concesso.

Si tratta di due avvisi “a sportello” che sarà possibile presentare già nei prossimi giorni. Forniamo di seguito una breve descrizione a vantaggio di chi intendesse presentare una propria proposta a stretto giro.

Avviso RETI: 25 milioni per ricerca e sviluppo

La misura, come visto, è volta a favorire la collaborazione tra imprese e OdR per progetti riconducibili alle linee di intervento Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale. L’interno è quello di fornire un sostegno concreto all’implementazione di filiere tecnologiche ad elevato valore di conoscenza, prendendo come riferimento la nuova Smart Specialization Strategy (S3) 2030 della Regione Puglia.

A chi è destinato l’Avviso RETI

I beneficiari del bando sono raggruppamenti di imprese di qualsiasi dimensione (anche liberi professionisti) ed Organismi di Ricerca. Il raggruppamento deve riguardare almeno 2 soggetti, di cui almeno una PMI, e un OdR. La capofila del partenariato deve essere obbligatoriamente un’impresa. L’investimento dovrà essere coperto per almeno il 70% ed al massimo il 90% dalle imprese, mentre la parte restante dovrà essere a carico di OdR.

La dotazione finanziaria complessiva dell’avviso è di 25 milioni di euro ed il piano di spese previsto deve essere di almeno 300 mila euro. Le domande verranno valutate in ordine di presentazione a partire dalle ore 14 del prossimo 16 luglio.

I temi dei progetti

Le tematiche sui cui devono essere incentrati i progetti riguardano la manifattura sostenibile, la salute dell’uomo e dell’ambiente, la creazione di comunità digitali creative e inclusive. Nello specifico i progetti proposti devono risultare coerenti con uno dei seguenti temi:

  • sostenibilità ambientale e circolarità attraverso la transizione verso sistemi produttivi e servizi in grado di risultare efficienti e competitivi;
  • sostenibilità e resilienza delle città e dei territori attraverso la crescita della qualità della vita, della coesione e inclusione sociale ed anche attraverso la salvaguardia dell’ambiente e la tutela della biodiversità;
  • salute e benessere coniugando promozione di stili di vita salutari e di un invecchiamento attivo con approcci alla cura centrati sulla persona e su un sistema sanitario moderno e resiliente.

Quali sono le spesse ammissibili

I progetti presentati devono avere una durata massima di 24 mesi e devono essere in grado di validare i risultati conseguiti attraverso, a titolo di esempio, realizzazione di prototipi, pubblicazioni scientifiche, eventi pubblici, trasferibilità industriale.

Le spese ammissibili devono riguardare attività connesse al progetto e si riferiscono a:

  • personale addetto al coordinamento e alla gestione amministrativa del progetto (massimo 10% dell’investimento totale);
  • ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario;
  • strumentazione ed attrezzature, di nuovo acquisto;
  • “ricerca contrattuale” acquisita da Università, Centri e Laboratori di ricerca;
  • sviluppo e registrazione di brevetti o altri diritti di proprietà intellettuale generati dal progetto;
  • servizi di consulenza specialistica o altri servizi equivalenti (massimo 10% dell’investimento totale);
  • spese generali supplementari e altri costi di esercizio (massimo 20% dell’investimento totale).

Il contributo concesso a fondo perduto può essere di massimo un milione di euro e varia, a seconda della tipologia di impresa dal 60% al 75% per le attività di ricerca industriale e dal 35% al 55% per le attività di sviluppo sperimentale. Gli OdR riceveranno invece comunque un contributo del 75% sul totale delle spese approvate.

Avviso TRASFORMAZIONI: 23,5 milioni per servizi digitali nelle PMI

La misura prevede aiuti finalizzati all’utilizzo ed alla diffusione di servizi digitali innovativi con riferimento ad applicazioni innovative dei processi produttivi, organizzativi e di mercato.

I beneficiari dell’avviso sono le Micro Piccole e Medie Imprese (MPMI) in forma singola o aggregata. Possono beneficiare delle agevolazioni anche i liberi professionisti purché, alla data di presentazione della domanda, posseggano tutti i requisiti previsti per le Imprese.

La dotazione complessiva dell’avviso è di 23,5 milioni di euro ed ogni progetto deve prevedere un investimento massimo di 360 mila euro (540 mila euro in caso di raggruppamento). Le domande verranno valutate in ordine di presentazione a partire dalle ore 14 del prossimo 10 luglio.

Per cosa si può chiedere il finanziamento

Gli interventi su cui è possibile richiedere il finanziamento riguardano due macro-linee:

  • Linea A – servizi di consulenza per l’innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e commerciale delle imprese. Coprono tra l’altro le tematiche della manifattura additiva, dell’innovazione sostenibile, dell’energia.
  • Linea B – servizi finalizzati a interventi di trasformazione digitale delle imprese. Coprono tra l’altro le tematiche dell’innovazione digitale, dell’e-commerce, dei cambiamenti organizzativi, della sicurezza delle informazioni.

Quali sono le spese ammissibili

Le spese ammissibili per il progetto, che dovrà avere una durata di 12 mesi, riguardano:

  • personale impegnato nel progetto
  • strumentazione ed attrezzature, di nuovo acquisto, utilizzate per la realizzazione delle attività previste dal progetto
  • acquisto di licenze e/o sviluppo software
  • ottenimento, convalida e difesa di brevetti e di altri attivi materiali
  • consulenza a sostegno dell’innovazione
  • costi di esercizio, compresi i costi di materiali e forniture direttamente imputabili al progetto
  • spese generali supplementari

Il contributo concesso a fondo perduto è del 45% sul programma totale di spesa, a cui può essere aggiunto un ulteriore 5% nel caso i progetti dimostrino coerenza con il “Digital Europe Programme”.

I prossimi passi per presentare i progetti

La possibilità di presentare i propri progetti verrà offerta a giorni con procedura “a sportello” per cui chi è interessato deve attivarsi immediatamente. Dopo una rapida verifica sul soddisfacimento dei requisiti del bando di interesse, occorre presentare tempestivamente la propria proposta prima che si esauriscano i fondi messi a disposizione mediante i due avvisi.

La dotazione finanziaria disponibile offre la possibilità di finanziare, a seconda dell’entità degli investimenti che verranno presentati, un numero di progetti stimabile tra 30 e 50 per l’avviso RETI e tra 100 e 150 per l’avviso TRASFORMAZIONI.

In considerazione dei tempi ristretti a disposizione, ICTLAB PA (Gruppo Digital360) è il partner ideale cui rivolgersi per velocizzare le procedure e presentare la propria proposta in tempo utile.

La scheda sintetica dei bandi

Per ulteriori dettagli, consulta le schede relative ai bandi sul sito ICTLAB PA:

Articoli correlati

Articolo 1 di 3