Arriva un’innovazione tutta italiana per le batterie elettriche. Fondata da quattro giovani ex studenti della facoltà di Ingegneria dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, la startup Novac sviluppa supercondensatori allo stato solido e modellabili – un prodotto hi-tech capace di prolungare la vita utile delle batterie, con applicazioni nell’industria automotive, aerospaziale, droni, micromobilità e imbarcazioni elettriche.
Indice degli argomenti
Come nasce Novac
Novac Supercap viene costituita ufficialmente nel 2020 a Modena, fondata da quattro under 30, ex studenti della facoltà di Ingegneria dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia: il CEO Matteo Bertocchi è stato studente di Ingegneria del Veicolo, il COO Loris Bruzzi di Electronics Engineering, il CIO Alessandro Fabbri di Ingegneria del Veicolo e il CTO Aldo Girimonte di Ingegneria dei Materiali.
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Si incontrano proprio in Università, dove nel 2018 lavorano insieme al progetto TACC (Training for Automotive Companies Creation) per la creazione di un progetto innovativo nel settore automotive. È qui che nasce l’idea per un sistema capace di ottimizzare le prestazioni e la durata di vita delle batterie elettriche.
Il progetto ottiene presto i primi riconoscimenti, tra cui il secondo posto alla Start Cup Emilia Romagna 2019 e la Top 4 nella Categoria Industrial del PNI – Premio nazionale per l’innovazione 2019, e nel 2021 la startup viene scelta per accedere al percorso di accelerazione del Motor Valley Accelerator, organizzato da Plug&Play e CDP Venture Capital.
Come funziona la tecnologia
Novac lavora per sviluppare particolari supercondensatori allo stato solido e modellabili, basati su tecnologia proprietaria.
Il supercondensatore – un accumulatore che contiene meno energia rispetto ad una batteria ma si carica e scarica molto più velocemente – è un sistema di accumulo di energia innovativo che ha il vantaggio di rilasciare tutta la sua potenza in pochi secondi a differenza di una classica batteria. Oggi è una tecnologia ancora poco usata a causa del costo elevato e di problemi legati al liquido contenuto, che non permette di lavorare ad alte temperature e li rende potenzialmente molto pericolosi.
“Abbiamo dunque studiato un materiale solido innovativo per ovviare a tutti questi problemi” spiega Matteo Bertocchi in un’intervista per la Gazzetta di Modena, “realizzando un supercondensatore completamente allo stato solido, con la possibilità di essere modellato su superfici e volumi anche irregolari, che sia in grado di lavorare integrandosi con le normali batterie a temperature elevate e soprattutto, che sia sicuro in caso di danneggiamento”
L’assenza di liquido, infatti, evita rischi di fuoriuscite, esplosioni ed evaporazioni che spesso rendono i supercondensatori inutilizzabili.
Le batterie realizzate con i suoi supercondensatori di Novac saranno non solo più performanti, ma anche più eco-sostenibili.
“Pensiamo che l’impiego di materiali allo stato solido possa risolvere anche uno dei più grandi problemi che ci si presenta quotidianamente, lo smaltimento e riciclo dei sistemi esausti che ad oggi facciamo ancora molta fatica a smaltire per via dei liquidi pericolosi che contengono”.
Novac, a che punto siamo?
Al momento, la startup sta lavorando per realizzare il suo primo prototipo, e già suscita l’interesse del mercato. “Abbiamo ricevuto diverse proposte di partnership da molti costruttori di supercar per arrivare ad un co-sviluppo del nostro sistema.” La tecnologia si rivolge a segmenti di alta fascia, con applicazioni possibili nell’industria delle hypercar elettriche o ibride, nel settore aerospaziale e delle imbarcazioni elettriche, o ancora per la produzione di monopattini, e-bike, scooter e droni a batterie. Un mercato che, secondo le stime della startup, potrebbe arrivare a valere 2,4 miliardi di euro.